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PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma.
Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo.
Sport Scientist per atleti internazionali. www.migliaccio.it
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7 SEP 2026 · #PreparazioneAtletica #RecuperoMuscolare #VascaDiGhiaccio #ScienzeDelloSport
La vasca di ghiaccio subito dopo la forza può spegnere proprio il segnale che costruisce muscolo: non è lo strumento a essere sbagliato, è il momento in cui lo usi. In questo episodio vediamo quando l'immersione in acqua fredda aiuta e quando sabota l'adattamento, con un criterio pratico da applicare da lunedì con i tuoi atleti.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché una parte dell'infiammazione acuta che segue la seduta di forza non è un incidente da cancellare, ma parte del messaggio che il muscolo usa per adattarsi: la vasca usata subito e in modo sistematico può comprimere segnali come mTOR e l'attivazione delle cellule satellite, cioè proprio i meccanismi della sintesi proteica e della crescita.
Capirai il meccanismo (perché il freddo smorza il segnale anabolico nelle ore dopo l'allenamento), cosa mostra lo studio di riferimento di Roberts e colleghi del 2015 (dodici settimane di allenamento di forza identico: adattamenti superiori sulle fibre di tipo II con la recovery attiva, non con la vasca sistematica) e come trasformare quel dato in una scelta di programmazione.
Nel finale trovi il criterio in due fasi da usare con i tuoi atleti: in fase di costruzione, forza e ipertrofia, niente vasca sistematica dopo ogni seduta, meglio la recovery attiva; in fase di gara o nelle doppie sedute, quando la priorità è la prontezza per la sessione successiva, il freddo torna uno strumento tattico. Contenuto tratto dal corso Formula HIIT Action Tracks di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
Capitoli
00:00 La vasca di ghiaccio e la trappola del "quando"
01:40 Il caso di Marco: forza ferma nonostante tutto giusto
02:12 L'infiammazione acuta come segnale di adattamento
02:56 mTOR e cellule satellite: cosa spegne il freddo
04:16 Lo studio Roberts 2015: le fibre di tipo II
04:45 Costruzione o gara: dove collocare la vasca
07:44 Il mito da smontare: più freddo, più recupero
08:26 Cosa fare da lunedì: il criterio in due fasi
09:54 Il take-home e la prossima puntata
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/ghiaccio
Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracks
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Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
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31 AUG 2026 · #Endurance #PreparazioneAtletica #Fatica #ScienzeDelloSport
Durability significa capire quanto resta del profilo fisiologico quando l'atleta è già affaticato. Due atleti possono avere VO2max, soglia ed economia simili a fresco, ma divergere completamente dopo lavoro prolungato.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il test a fresco non racconta tutto, come il pre-carico modifica la relazione potenza-durata e perché la tenuta sotto fatica è una dimensione decisiva dell'endurance.
Capitoli
00:00 A fresco sembrano uguali
00:56 Durability: il profilo sotto fatica
01:41 Perché il profilo pulito non basta
03:20 Potenza critica e calo dopo carichi prolungati
04:32 Perché l'intensità precedente pesa
05:49 Il mito del profilo migliore a fresco
06:36 Cosa fare da lunedì
07:35 Take-home finale
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24 AUG 2026 · #Sonno #PerformanceSportiva #Recupero #ScienzeDelloSport
Nel monitoraggio del sonno degli atleti abbiamo sempre più dati, ma non sempre più controllo. Il sensore può sovrastimare il tempo di sonno, il target delle 9-10 ore negli atleti d'élite resta ipotizzato ma non confermato, l'estensione del sonno migliora soprattutto lo stato soggettivo, e la soglia dell'allenamento serale è una media, non una legge individuale.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché nessun numero del sonno regge da solo e perché la lettura utile nasce dalla convergenza tra baseline individuale, sonno, HRV, RPE e test di prestazione.
Capitoli
00:00 Il sensore dice otto ore, ma forse no
00:27 Perché abbiamo più numeri ma non sempre più controllo
02:41 Wearable, sovrastima e ortosonnia
03:53 Le 9-10 ore degli atleti d'élite
05:19 Estensione del sonno: benefici soggettivi
06:04 Allenamento serale: media, non legge
07:06 Baseline 14-21 giorni e segnali convergenti
08:47 Take-home finale
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17 AUG 2026 · #DebitoDiSonno #SonnoEPerformance #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
Il debito di sonno è il conto che si accumula quando dormi meno di quanto ti serve, e sei notti a sei ore per notte possono pesare, sul piano cognitivo, come ventiquattro ore intere senza dormire. In questo episodio vediamo perché il recupero del weekend non azzera quel debito e come leggerlo prima che diventi strutturale, invece di rincorrerlo quando l'atleta è già impoverito.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sonno è una delle poche variabili in cui il deficit si accumula senza che l'atleta lo percepisca bene: dopo qualche giorno di sonno ridotto il sistema soggettivo si adatta, e sentirsi meglio il lunedì non significa essere tornati alla baseline.
Capirai il meccanismo del debito di sonno, perché la percezione soggettiva tradisce, perché il weekend lungo aiuta solo in parte e non cancella il costo cumulativo su funzione cognitiva, tempi di reazione, vigilanza, decisioni tattiche e precisione neuromuscolare. Il punto professionale è chiaro: il vero obiettivo è ridurre il debito durante la settimana, non usare il fine settimana come toppa abituale.
Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: misurare il sonno reale per due settimane con un tracker o un diario, calcolare il debito settimanale su un target tra sette e nove ore, distribuire trenta o quarantacinque minuti di recupero nelle notti più gestibili, e usare l'HRV mattutina come segnale di accumulo prima del crollo percepito. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.
Capitoli
00:00 Le scorte di sonno non esistono, il debito sì
01:03 Il sonno che inganna la percezione soggettiva
01:45 Sei notti a sei ore come ventiquattro senza dormire
02:35 Il caso di Chiara: debito di settimana e recupero del weekend
04:05 Cosa perdi davvero: dalla lucidità alla precisione neuromuscolare
04:57 Per chi è questo podcast
06:08 Il mito da smontare: recupero tutto nel weekend
06:42 Cosa fare da lunedì: quattro azioni concrete
07:42 Il take-home e la prossima puntata
Approfondisci
Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/scorte
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15 AUG 2026 · #HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport
La dose minima efficace nell'HIIT esiste, ma non significa che quattro minuti bastino per ogni atleta e per ogni obiettivo. In questo episodio vediamo perché il protocollo breve può funzionare molto bene sulla salute generale e sui soggetti meno allenati, ma diventa incompleto quando viene copiato sulla performance sportiva.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega la differenza tra dose minima e dose utile: il protocollo SIT di Gibala, il 10-20-30 di Bangsbo, la soglia dei 4-6 minuti di lavoro effettivo e il limite più importante, cioè la popolazione su cui quei dati sono stati osservati.
Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: scegliere prima l'obiettivo, contare il lavoro effettivo e far progredire una sola variabile alla volta tra ripetizioni, durata dell'intervallo, intensità relativa e recupero.
Capitoli
00:00 Quattro minuti fanno notizia, non programmazione
00:18 Sigla: chi è Maxima Performa
00:33 Il caso del preparatore che copia il protocollo online
00:48 La domanda della puntata: la dose minima efficace
01:29 Perché l'HIIT rompe la logica del volume
03:03 La soglia dei 4-6 minuti e il 10-20-30 di Bangsbo
04:23 Dose per la salute o dose per la performance
05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata
06:34 Il mito del protocollo migliore
07:41 Cosa fare da lunedì: tre passaggi
08:33 Il take-home finale
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/dose
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14 AUG 2026 · #HRV #MonitoraggioAtleti #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
L'HRV non è un oracolo e non decide la seduta da sola. Ma può diventare una spia precoce quando il sistema nervoso autonomo mostra instabilità prima che l'atleta percepisca un calo evidente. In questo episodio vediamo come leggere CV% dell'RMSSD, finestra di recupero e segnali convergenti senza trasformare un dato utile in un verdetto automatico.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il singolo valore HRV è fragile, perché la baseline individuale è indispensabile, e quando un calo dell'lnRMSSD oltre il 20% dalla baseline, per 2-3 giorni, insieme a stress alto e test funzionale in calo, può diventare una vera azione sul carico.
Capitoli
00:00 L'atleta dice bene, il dato dice non ancora
00:20 Sigla di apertura
00:32 HRV: spia, non oracolo
01:32 Perché il singolo valore è fragile
02:33 CV% dell'RMSSD e instabilità sopra il 10%
04:30 Recupero in 24-48 ore o fatica oltre 72 ore
05:35 Il limite: HRV da sola non basta
06:34 Cosa fare da lunedì
07:28 Chiusura e CTA finale
09:50 Sigla finale
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/spia
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10 AUG 2026 · #HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport
HIIT e forza possono convivere nello stesso programma, ma non sempre nello stesso momento. In questo episodio vediamo perché l'interferenza tra AMPK e mTOR può bloccare l'adattamento di forza quando le due sedute sono troppo vicine, e perché la soluzione non è togliere uno stimolo, ma collocarlo meglio nel tempo.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio parte dal caso ipotetico di Giulia, velocista che fa tutto bene, HIIT, forza, recupero e alimentazione, ma non vede muoversi la forza per otto settimane. Il problema non è il carico, non è la genetica, non è la motivazione: è la distanza troppo breve tra due segnali cellulari che competono tra loro.
Capirai il meccanismo dell'allenamento concorrente: AMPK, il sensore energetico attivato dall'HIIT quando manca ATP, e mTOR, la via anabolica che sostiene la sintesi proteica dopo il lavoro di forza. Quando AMPK resta ancora alto, può frenare mTOR attraverso TSC2: è il doppio interruttore che spiega perché cinque ore tra HIIT e forza possono non bastare, mentre un corridoio operativo di 6-8 ore rende i due stimoli più compatibili.
La puntata chiarisce anche l'ordine corretto: se la priorità del mesociclo è cardiovascolare, l'HIIT viene prima; se la priorità è la forza massimale, la forza viene prima. Quando la logistica lo consente, giorni separati eliminano il conflitto alla radice. Il take-home è pratico: un atleta completo non ha bisogno di meno qualità, ha bisogno che le qualità siano programmate nel momento giusto.
Nel finale trovi i tre passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: definire la priorità del blocco, separare HIIT e forza di almeno 6-8 ore quando sono nello stesso giorno, e monitorare la forza come spia dell'interferenza. Contenuto tratto dal corso "Formula HIIT Action Tracks" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.
Capitoli
00:00 Giulia fa tutto bene, ma la forza non cresce
00:15 Sigla di apertura
00:27 Allenamento concorrente: non è una guerra
01:40 AMPK, mTOR e il doppio interruttore
02:31 Perché cinque ore possono non bastare
03:11 Ordine corretto in base alla priorità
04:47 Il mito: eliminare uno stimolo
05:41 Cosa fare da lunedì
06:24 Take-home finale
06:57 Sigla finale
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/mix
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7 AUG 2026 · #Creatina #NutrizioneSportiva #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport
La creatina è tra gli integratori con il livello di evidenza più alto disponibile, eppure resta spesso chiusa nella scatola della sala pesi. In questo episodio vediamo perché leggerla solo come un integratore per la forza fa perdere due fronti che cambiano la decisione: il cervello e la sicurezza.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega cosa dice davvero la letteratura sui tre fronti della creatina, potenza, cervello e sicurezza, la differenza tra evidenza forte e uso scorretto, e perché il problema non è convincere l'atleta ma sapere perché la proponi.
Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: definire quale adattamento cerchi, scegliere per quale atleta ha più senso e decidere come misuri se sta servendo.
Capitoli
00:00 La creatina è nella scatola sbagliata
00:18 Sigla: chi è Maxima Performa
00:33 La domanda della puntata: quale adattamento stai cercando
00:48 I tre fronti della creatina: potenza, cervello, sicurezza
01:29 Perché il primo fronte resta la potenza
03:03 Il secondo fronte: il cervello e la frontiera cognitiva
04:23 Il terzo fronte: la sicurezza e i miti da smontare
05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata
06:34 Il mito dell'integratore da palestra
07:41 Cosa fare da lunedì: tre domande operative
08:33 Il take-home finale
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/creatina
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3 AUG 2026 · #Melatonina #RitmoCircadiano #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
La melatonina non è un sonnifero ma un cronobiotico: non ti fa crollare, segnala al cervello che è notte e sposta l'orologio circadiano. In questo episodio vediamo i due usi da tenere separati, ritmo circadiano e recupero, e perché dose e orario sbagliati remano contro l'obiettivo dell'atleta.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nello sport la melatonina viene trattata come una scorciatoia sedativa quando è invece un segnale di fase: non spegne, sincronizza il ritmo sonno-veglia. Chi la usa come una mazzata ipnotica parte già con la lettura sbagliata.
Capirai la differenza tra i due usi, con obiettivo diverso e uso diverso: da mezzo a tre milligrammi prima di dormire quando il focus è il ritmo circadiano, dosi più alte nel contesto del recupero post allenamento, dove il bersaglio è il danno muscolare e l'infiammazione e non la spinta prestativa. E capirai perché con la melatonina più non significa meglio: dosi più alte non spostano automaticamente meglio l'orologio, e l'effetto diretto sulla performance resta da dimostrare.
Nel finale trovi le quattro regole pratiche da applicare da lunedì con i tuoi atleti: chiarire prima l'obiettivo, ragionare su dose bassa e orario corretto quando il tema è il ritmo, non usarla prima dell'esercizio come booster di gara, lavorare solo con prodotti certificati e mantenere il confine col medico quando il quadro esce dalla normale gestione della performance. Contenuto tratto dal percorso «Sonno Profondo Applicato alla Performance» di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
Capitoli
00:00 La melatonina non fa dormire, sposta l'orologio
01:04 Cronobiotico, non sonnifero: la lettura giusta
02:12 Due usi, due dosi: ritmo circadiano e recupero
03:36 Perché con la melatonina più non significa meglio
04:42 Per chi è questo podcast
05:46 Il mito da smontare: sonnifero e booster di gara
06:36 Cosa fare da lunedì: quattro regole pratiche
07:51 Il take-home e la prossima puntata: il nap
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Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/melatonina
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27 JUL 2026 · #FrequenzaCardiaca #MonitoraggioAllenamento #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
La frequenza cardiaca non è un valore assoluto: a parità di passo o di potenza può variare di otto o dieci battiti al minuto, a volte di più, solo per come arriva l'atleta a quella seduta. In questo episodio vediamo perché i battiti sono un segnale contestuale, e come leggerli senza ridurre il carico al primo numero che sale.
Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio smonta una delle illusioni più comuni nel monitoring: pensare che gli stessi battiti dicano sempre la stessa cosa. Stesso ritmo, stessa potenza, stesso esercizio, eppure la risposta cardiaca cambia, perché la FC non risponde solo al carico programmato, ma anche a temperatura, umidità, sonno, idratazione, stress psicofisico, caffeina e attivazione del sistema nervoso autonomo.
Capirai perché lo stesso passo non è mai davvero lo stesso stimolo fisiologico se l'atleta parte da uno stato diverso, e perché una FC più alta del solito, molto spesso, non sta giudicando il piano ma raccontando il giorno. Il valore professionale della frequenza cardiaca non è dirti solo quanto è intensa una seduta, ma aiutarti a leggere lo stato in cui quella seduta viene assorbita.
Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: scegliere una sessione ricorrente come riferimento per costruire la baseline, annotare almeno quattro variabili di contesto, sonno, temperatura, stress percepito, caffeina, non toccare la programmazione se la FC è più alta di otto o dieci battiti a ritmo uguale prima di aver verificato il contesto, e usare anche la FC mattutina a riposo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
Capitoli
00:00 Il caso di Daniele: stessi passi, battiti diversi
00:56 Perché la FC cambia a parità di intensità
02:40 La frequenza cardiaca come segnale contestuale
03:43 Costruire una baseline della sessione
04:41 Per chi è questo podcast
05:20 Il mito da smontare: FC alta uguale seduta troppo dura
06:21 Cosa fare da lunedì: 4 azioni concrete
07:29 Il take-home e la prossima puntata
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Information
| Author | Gian Mario Migliaccio |
| Organization | Gian Mario Migliaccio |
| Categories | Health & Fitness , Fitness , Sports |
| Website | www.spreaker.com |
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